C'era una volta, in un isola, una bellissima città che offriva ai cittadini e ai viandanti strade larghe e luminose con una leggera brezza che rendeva sempre l'aria pulita, i panorami erano mozzafiato, sopratutto quelli sulla striscia di mare che la separavano dal continente.
In una bella giornata di primavera, in abitante, mentre passeggiava nei pressi di casa sua, passò casualmente davanti ad una di quelle piccole rosticcerie artigiane a gestione praticamente famigliare, e pensando di fare cosa gradita alla moglie, risparmiandole almeno in parte di cucinare, ed ai suoi figli che come tutti i bambini amano i cibi "diversi", entrò e comprò il primo e il secondo.
Giunto a casa, ci fu grande festa, perché le pietanze riscontrarono i favori di tutta la famiglia.
Qualche settimana dopo a ora di pranzo, si ricordò una frase che il proprietario della rosticceria gli disse mentre incartava le pietanze da portar via: " qui tutto è buono perché fatto con amore, ma la vera nostra specialità è u piscistoccu a ghiotta fatto con le vecchie regole della cultura cittadina". Allora pensò nella sua testa " vediamo se è vero". Si mise in marcia, lo acquistò, lo portò a casa, lo mangio, ed alla fine disse " è proprio vero, è veramente buono".
Per circa un anno o poco più, varie volte godette dei servizi di quella rosticceria, di cui aveva cominciato a conoscere il titolare, del quale seguiva i consigli sulle pietanze.
Un bel giorno, decise di recarsi alla solita rosticceria, mentre camminava felice e contento, già pregustando il "suo pescestocco" giunto sul posto, fu afflitto da grande tristezza, il locale era stato bruciato e la serranda era tutta annerita. Con il volto rigato dalla lacrime, torno mesto a casa, e per quel giorno, la sua famiglia mangiò "normale".
Per mesi e mesi passò dinanzi alla serranda annerita, nella speranza che tutto tornasse normale, ma niente da fare. Dopo circa un anno, ormai le speranze erano quasi svanite , si accorse che la serranda era di nuovo sollevata, la rosticceria aveva una nuova vita, con una nuova gestione, nuovi arredi e nuove pietanze. Ciò che era successo, successe di nuovo, Con un unica differenza, La frase che disse il proprietario mentre incartava le pietanze da portar via fu " quì tutto è buono perché fatto con amore, ma la vera nostra specialità è il pollo al forno con le patatine fatto con le vecchie regole della cultura cittadina".
tutto si ripetette come in sogno, ma dopo circa due anni arrivò il giorno del locale bruciato e della serranda annerita.
Ancora un anno di speranza, non vana, il locale torna a vivere , nuova gestione, nuovi arredi e nuove pietanze. anche questa volta, la solita frase fu diversa, "qui tutto è buono perché fatto con amore, ma le vere nostre specialità sono la caponatinna e la parmigiana fatti con le vecchie regole della cultura cittadina".
Tutto si ripetette dall'inizio alla fine, quando un bel giorno il locale fu dato alla fiamme.
Il nostro cittadino fu colto dallo sconforto. non capiva il perché quelle cose dovessero succedere, sopratutto, quando dopo circa due anni tutto ricomincio, Serranda alzata, nuova gestione, nuovi arredi, nuove pietanze e........ ""qui tutto è buono perché fatto con amore, ma le vere nostre specialità sono la pasta al forno e le doppiette di melanzane, fatti con le vecchie regole della cultura cittadina".
E' passato un anno, la settimana scorsa, per la quarta volta il locale è stato dato alle fiamme.
Il nostro cittadino, passando dinanzi alla saracinesca annerita, non è più triste, ha capito finalmente.
torna di corsa a casa, raduna la sua famiglia, i suoi figli ormai sono grandi e possono capire le cose della vita, e ricordando gli ultimi anni, dice:
"Ma vi rendete conto di quanto siamo fortunati, abbiamo mangiato delle vere specialità della nostra cucina tipica. con grande varietà, è stato come un menù che cambia continuamente, non è la solita rosticceria sotto casa come possono esserci nelle grandi città del nord, qui ogni anno e mezzo si cambia, non ci si fossilizza con le solite cose. Questa fortuna però non ci cada dal cielo, c'è qualcuno che con impegno e dedizione ci permette questi piaceri, ai quali dobbiamo essere grati, mi riferisco sopratutto alla mafia ed al racket delle estorsioni, che bruciano i negozi, ma sopratutto il vero ringraziamento deve essere fatto a tutte le istituzioni preposte al controllo del territorio( polizia, carabinieri, ecc) che solamente con la loro scrupolosa latitanza, permettono al racket delle estorsioni (e non solo) di esercitare indisturbato la propria attività benefica."
E da quel giorno vissero felici e contenti.
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Ma.... chissà, è tanto bella che sembra un fatto vero.
ciao
TIX
Benvenuto
Grazie per essere "inciampato" in questo blog .
Mi piace esprimermi per come sono capace, dicendo quello che penso.
Gradirei avere la tua opinione, anche e soprattutto se è diversa. Solo dallo scambio di idee ci si arricchisce veramente
mercoledì 11 luglio 2007
venerdì 29 giugno 2007
Ho impiegato lunghi anni in osservazioni della viabilità a Messina.
Mi sono documentato su tutto.
- finalmente, per caso, ma più per fortuna - HO CAPITO TUTTO.
voglio farvi partecipi della mia scoperta; mi trovavo all'incrocio Via del Vespro-Via La Farina (nei pressi della stazione), e davanti ai miei occhi si è presentata questa scena: le auto che procedevano in via La Farina, in direzione sud-nord (verso il porto) sistematicamente giravano verso sinistra (in via del Vespro) una auto della polizia municipale con accanto una auto dei carabinieri erano costretti al centro dell'incrocio nonostante il semaforo verde, perchè impediti dalla auto che giravano. Scatta il semaforo rosso, verde per il tram, che fatti pochi metri si ferma pure lui passano le altre auto.
esiste un cartello che impedisce la svolta a sinistra, ma deve essere stato messo li per errore, tutti girano, le Autorità preposte alla circolazione stradale, non ne tengono conto, stesso discorso vale per il semaforo, passa che è più svelto anzi chi è più furbo, tutto sotto l'occhio "vigile" della polizia municipale.
In quel momento "L'Illuminazione", cosa c'è di sbagliato............. "I cartelli stradali ed i semafori".
Ho verificato se quanto detto fosse un caso sporadico, posso stare tranquillo, la città è piena di corsie degli autobus e ambulanze, di svolte a sinistra proibite ed ignorate ( vedi svincolo boccetta ecc. ). Corsie destinate al transito esclusivo dei mezzi pubblici e di emergenza, decine di chilometri di strade con di divieto di sosta con rimozione, utilizzate entrambe come stabile parcheggio, anche in doppia fila, le vie del centro con parcheggi (regolari) a pagamento che in certe ore sono quasi vuote, ma la auto in doppia fila ( gratis) sono onnipresenti.
le TV private intervistano spresso i miei concittadini sull'argomento è la risposta è sempre la stessa " Ma io a machina a quacchi patti l'ha mettiri". pertanto facciamo partire questa crociata, "VIA IL CODICE DELLA STRADA. DA MESSINA". siamo una città matura e responsabile, possiamo fare a meno di tutte queste stupide proibizioni ed impostazioni. a poi volete mettere una città senza cartelli stradali, la bellezza
amo la mia città, un po meno alcuni miei concittadini, che mi costringono a scrivere queste provocazioni.
un saluto
TIX
Mi sono documentato su tutto.
- finalmente, per caso, ma più per fortuna - HO CAPITO TUTTO.
voglio farvi partecipi della mia scoperta; mi trovavo all'incrocio Via del Vespro-Via La Farina (nei pressi della stazione), e davanti ai miei occhi si è presentata questa scena: le auto che procedevano in via La Farina, in direzione sud-nord (verso il porto) sistematicamente giravano verso sinistra (in via del Vespro) una auto della polizia municipale con accanto una auto dei carabinieri erano costretti al centro dell'incrocio nonostante il semaforo verde, perchè impediti dalla auto che giravano. Scatta il semaforo rosso, verde per il tram, che fatti pochi metri si ferma pure lui passano le altre auto.
esiste un cartello che impedisce la svolta a sinistra, ma deve essere stato messo li per errore, tutti girano, le Autorità preposte alla circolazione stradale, non ne tengono conto, stesso discorso vale per il semaforo, passa che è più svelto anzi chi è più furbo, tutto sotto l'occhio "vigile" della polizia municipale.
In quel momento "L'Illuminazione", cosa c'è di sbagliato............. "I cartelli stradali ed i semafori".
togliamoli.
la circolazione non subirà alcunché, l'estetica delle nostre strade ne guadagnerà, la autorità preposte alla circolazione possono rilassarsi.Ho verificato se quanto detto fosse un caso sporadico, posso stare tranquillo, la città è piena di corsie degli autobus e ambulanze, di svolte a sinistra proibite ed ignorate ( vedi svincolo boccetta ecc. ). Corsie destinate al transito esclusivo dei mezzi pubblici e di emergenza, decine di chilometri di strade con di divieto di sosta con rimozione, utilizzate entrambe come stabile parcheggio, anche in doppia fila, le vie del centro con parcheggi (regolari) a pagamento che in certe ore sono quasi vuote, ma la auto in doppia fila ( gratis) sono onnipresenti.
le TV private intervistano spresso i miei concittadini sull'argomento è la risposta è sempre la stessa " Ma io a machina a quacchi patti l'ha mettiri". pertanto facciamo partire questa crociata, "VIA IL CODICE DELLA STRADA. DA MESSINA". siamo una città matura e responsabile, possiamo fare a meno di tutte queste stupide proibizioni ed impostazioni. a poi volete mettere una città senza cartelli stradali, la bellezza
amo la mia città, un po meno alcuni miei concittadini, che mi costringono a scrivere queste provocazioni.
un saluto
TIX
domenica 11 febbraio 2007
Ecco il TIXPENSIERO sui PACS o DICO? - e la chiesa che c'entra
La chiesa basa tutta la sua autorità e quindi il suo potere su alcuni presupposti.
- Dopo la vita c'è una altra vita (ben più lunga) ove patirai o gioierai in relazione a quello che ai fatto in questa vita.
- Per sapere ciò che è bene o male, basta ascoltare i dettami della chiesa.
- Se una cosa non la capisci, è opera di Dio.
Questo vale non solamente per la religione Cristiana, ma per tutte le religioni.
Ogni uomo ha paure della morte, in quanto "FINE DI TUTTO", allora ripone nella vita dopo la morte, il desiderio della immortalità, questa "certezza" assume due aspetti, se sei conformato alle regole della tua chiesa, evviva godrai in eterno, altrimenti, guai a palate "brucerei nelle fiamme dell'inferno in eterno".
La chiesa ha promulgato le regole (o le leggi) alla quali bisogna attenersi per "andare in paradiso, e quindi continuare a gioire dopo la morte" queste leggi non riguardano solamente le azioni e qundi i fatti (come le leggi umane), ma riguardano anche i pensieri e quindi le idee, Quante volete avete sentito dire " cattivi pensieri" ;"non desiderare la roba d'altri"; "è peccato persare a questo" ecc.
Tirando le conclusioni di questa breve e se volete riduttiva premessa:
- stai attento a tutto quello che fai, potrebbe essere "fuori dalle regole"
- stei attento a quello che pensi, anzi, cerca di non pensare completamente, così non sbagli.
---- vi chiederete che c'entra questa permessa con i PACS o con i DICO.
tutto ciò è una turbativa ad un ordine già definito, la famiglia, vista come il mattone fondamentale su cui è costruita la chiesa, (non la fede) , ove si tramandano le "regole" e quindi anche le "paure, della morte, del fuoco eterno, ecc" , per altro viste come il giusto castigo, agli inadempienti.
Considerare una unione (più ampia del matrimonio visto nella estrazione classica dei nostri avi) innesca due ordini di problemi alla chiesa:
- il primo è che di fatto si creeranno " famiglie non classiche" che essendo " diverse" non potranno mai rappresentare i mattoni definiti anzi, ma creeranno delle lacune laciando tanti posti vuoti nella struttura della chiesa, che potrebbe anche comprometterla.
- il secondo è che, assieme a tante altre cose, ci costringerà a pensare, potremmo scoprire che in fondo non è peccato pensare, traete le conseguenze, se tutti pensassero liberamente, senza regole (ovviamente nel pensiero), potremmo anche arrivare a pensare che il pesante intervento della della chiesa nella nostre vite " civili", è inopportuno ed è un sopruso, tanto da pensare che sia opportuno dare l'ordine sacerdotale solamente a preti sposati e con figli ( altro che celibato), affinchè possano essere di esempio condividendo le gioie e dolori delle famiglie viste secondo i dettami della chiesa.
quasi quasi, organizzo una petizione, dal titolo " Non sappiamo che farcene dei preti scapoli"
----------
spero sinceramente di non aver urtato la suscettibilità di nessuno, ma qualora lo avessi fatto sono pronto a chiedere scusa, solamente a tutti coloro che mi convinceranno che non posso avere pensieri miei, ma solamente fotocopie dei pensieri di qualche altro.
ciao a tutti
La chiesa basa tutta la sua autorità e quindi il suo potere su alcuni presupposti.
- Dopo la vita c'è una altra vita (ben più lunga) ove patirai o gioierai in relazione a quello che ai fatto in questa vita.
- Per sapere ciò che è bene o male, basta ascoltare i dettami della chiesa.
- Se una cosa non la capisci, è opera di Dio.
Questo vale non solamente per la religione Cristiana, ma per tutte le religioni.
Ogni uomo ha paure della morte, in quanto "FINE DI TUTTO", allora ripone nella vita dopo la morte, il desiderio della immortalità, questa "certezza" assume due aspetti, se sei conformato alle regole della tua chiesa, evviva godrai in eterno, altrimenti, guai a palate "brucerei nelle fiamme dell'inferno in eterno".
La chiesa ha promulgato le regole (o le leggi) alla quali bisogna attenersi per "andare in paradiso, e quindi continuare a gioire dopo la morte" queste leggi non riguardano solamente le azioni e qundi i fatti (come le leggi umane), ma riguardano anche i pensieri e quindi le idee, Quante volete avete sentito dire " cattivi pensieri" ;"non desiderare la roba d'altri"; "è peccato persare a questo" ecc.
Tirando le conclusioni di questa breve e se volete riduttiva premessa:
- stai attento a tutto quello che fai, potrebbe essere "fuori dalle regole"
- stei attento a quello che pensi, anzi, cerca di non pensare completamente, così non sbagli.
---- vi chiederete che c'entra questa permessa con i PACS o con i DICO.
tutto ciò è una turbativa ad un ordine già definito, la famiglia, vista come il mattone fondamentale su cui è costruita la chiesa, (non la fede) , ove si tramandano le "regole" e quindi anche le "paure, della morte, del fuoco eterno, ecc" , per altro viste come il giusto castigo, agli inadempienti.
Considerare una unione (più ampia del matrimonio visto nella estrazione classica dei nostri avi) innesca due ordini di problemi alla chiesa:
- il primo è che di fatto si creeranno " famiglie non classiche" che essendo " diverse" non potranno mai rappresentare i mattoni definiti anzi, ma creeranno delle lacune laciando tanti posti vuoti nella struttura della chiesa, che potrebbe anche comprometterla.
- il secondo è che, assieme a tante altre cose, ci costringerà a pensare, potremmo scoprire che in fondo non è peccato pensare, traete le conseguenze, se tutti pensassero liberamente, senza regole (ovviamente nel pensiero), potremmo anche arrivare a pensare che il pesante intervento della della chiesa nella nostre vite " civili", è inopportuno ed è un sopruso, tanto da pensare che sia opportuno dare l'ordine sacerdotale solamente a preti sposati e con figli ( altro che celibato), affinchè possano essere di esempio condividendo le gioie e dolori delle famiglie viste secondo i dettami della chiesa.
quasi quasi, organizzo una petizione, dal titolo " Non sappiamo che farcene dei preti scapoli"
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spero sinceramente di non aver urtato la suscettibilità di nessuno, ma qualora lo avessi fatto sono pronto a chiedere scusa, solamente a tutti coloro che mi convinceranno che non posso avere pensieri miei, ma solamente fotocopie dei pensieri di qualche altro.
ciao a tutti
martedì 9 gennaio 2007
Non sono solo
Ho trovato e riporto (col permesso dell'autore) un post che ho trovato sul portale "messinalab.it" - ........c'è qualcuno che la pensa come me
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da " il_Conte_Darius" - 09/01/2007
Diciamoci la verità,Messina avrà 250000 abitanti ma ha la mentalità, la morale perbenista e gli usi di un paesello di campagna. Sapete, quei paesi dove ci sono pochi personaggi che detengono un potere silenzioso, che non si vede, ma che è palpabile. Il sindaco, il farmacista, il medico, il parroco, sono questi i personaggi che alla fine nelle piccole realtà controllano tutto e provvedono a tutto. E Messina che c'entra direte voi? Basta pensarci un pò su, e guardare la realtà non con superficialità,fermadosi ai meri fatti di cronaca(di per se sterili ed insignificanti)ma con quella punta di cinico senso critico che ci vuole sempre per capire il mondo che ci circonda. Messina è una città dal passato glorioso, distrutta e più volte ricostruita, ma nell'ultimo secolo è stata ricostruita con malcostume, favorendo la creazione di piccoli potentati che, analogamente al famoso farmacista del paesino, controllano la città. Potentati nati all'ombra di università, policlinico, pubblica amministrazione, in una città che dopo il terremoto del 1908 ha vissuto di pubblica amministrazione. E' questo il malcostume a cui mi riferivo prima, questo secondo me ha rovinato Messina. Il messinese non cerca un lavoro, cerca l'amico che conosce l'onorevole X per avere un posto al comune, alla provincia o all'Ente Nazionale Protezione del Gurzo del Borneo Meridionale. Questa ricerca, questo ideale del posto pubblico a tutti i costi ha una gravissima conseguenza, il clientelismo. Una pratica diffusa ad ogni livello, dal chiosco di limonate fino ai dirigenti amministrativi. Una città che vive di clientelismo, di traffici strani, di scambio di favori, dove la classe politica stessa è stata cooptata per clientelismo, che futuro può avere? La decadenza delle istituzioni ad ogni livello è evidente e sotto gli occhi di tutti, l'incompetenza, il già citato clientelismo, la presenza di micro e macro interessi sul territorio che fanno capo a persona che controllano pacchetti più o meno consistenti di voti e un generale disinteresse verso la cosa pubblica da parte dei nostri amministratori, non permettono a quei pochi messinesi coraggiosi, dotati di buona volontà di far qualcosa. Al cittadino messinese non importa nulla della sua città, interessa soltanto il posto al comune, non lavorare troppo, avere la casa al mare e la barchetta per pescare e farsi 3 mesi di ferie d'estate. Ed è forse questa la cosa più triste di tutto questo.Anni di malcostume e malgoverno hanno abrutito i messinesi, li hanno resi indifferenti e cinici, li hanno resi servili verso il potente e accidiosi verso la città e le istituzioni, sono diventati abulici, e immobili, smossi solo da proprio egoistico interesse personalistico, insomma sono diventati una razza di bifolchi. Forse sarò troppo severo nel mio giudizio, ma parlo con rabbia, con la rabbia di un messinese che ama la sua città,ma che ha dovuto lasciarla in cerca di meglio, per sfuggire a quel vuoto culturare e morale che la sta risucchiando, perchè disgustato dalla realtà d'illegalità e di connivenza che giornalmente mi trovavo davanti agli occhi. Si sono veramente furioso, anzi incazzato, con i miei concittadini per quello che hanno fatto e che continuano a fare alla "città più bella del mondo", incazzato per la loro indifferenza, per il loro egoismo, per la loro "scalterzza" e per la loro accidia. Mi sento diverso da loro, ma al tempo stesso mi sento più messinese di loro e da messinese spero sempre nel fondo del mio cuore che la città un giorno possa tornare grande, spero che nella mia generazione ci sia qualcuno che possa cambiare qualcosa.
P.S. L'anno prossimo la città "festeggerà" i cento anni dal terribile che la distrusse. Beh io ancora mi domando cosa ci sia da festeggiare, visto che in questi cento anni la città è sprofondata nel vuoto, da vivace centro culturale ed economico a città di uffici pubblici, piena di ignoranza e di grettezza.
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da " il_Conte_Darius" - 09/01/2007
Diciamoci la verità,Messina avrà 250000 abitanti ma ha la mentalità, la morale perbenista e gli usi di un paesello di campagna. Sapete, quei paesi dove ci sono pochi personaggi che detengono un potere silenzioso, che non si vede, ma che è palpabile. Il sindaco, il farmacista, il medico, il parroco, sono questi i personaggi che alla fine nelle piccole realtà controllano tutto e provvedono a tutto. E Messina che c'entra direte voi? Basta pensarci un pò su, e guardare la realtà non con superficialità,fermadosi ai meri fatti di cronaca(di per se sterili ed insignificanti)ma con quella punta di cinico senso critico che ci vuole sempre per capire il mondo che ci circonda. Messina è una città dal passato glorioso, distrutta e più volte ricostruita, ma nell'ultimo secolo è stata ricostruita con malcostume, favorendo la creazione di piccoli potentati che, analogamente al famoso farmacista del paesino, controllano la città. Potentati nati all'ombra di università, policlinico, pubblica amministrazione, in una città che dopo il terremoto del 1908 ha vissuto di pubblica amministrazione. E' questo il malcostume a cui mi riferivo prima, questo secondo me ha rovinato Messina. Il messinese non cerca un lavoro, cerca l'amico che conosce l'onorevole X per avere un posto al comune, alla provincia o all'Ente Nazionale Protezione del Gurzo del Borneo Meridionale. Questa ricerca, questo ideale del posto pubblico a tutti i costi ha una gravissima conseguenza, il clientelismo. Una pratica diffusa ad ogni livello, dal chiosco di limonate fino ai dirigenti amministrativi. Una città che vive di clientelismo, di traffici strani, di scambio di favori, dove la classe politica stessa è stata cooptata per clientelismo, che futuro può avere? La decadenza delle istituzioni ad ogni livello è evidente e sotto gli occhi di tutti, l'incompetenza, il già citato clientelismo, la presenza di micro e macro interessi sul territorio che fanno capo a persona che controllano pacchetti più o meno consistenti di voti e un generale disinteresse verso la cosa pubblica da parte dei nostri amministratori, non permettono a quei pochi messinesi coraggiosi, dotati di buona volontà di far qualcosa. Al cittadino messinese non importa nulla della sua città, interessa soltanto il posto al comune, non lavorare troppo, avere la casa al mare e la barchetta per pescare e farsi 3 mesi di ferie d'estate. Ed è forse questa la cosa più triste di tutto questo.Anni di malcostume e malgoverno hanno abrutito i messinesi, li hanno resi indifferenti e cinici, li hanno resi servili verso il potente e accidiosi verso la città e le istituzioni, sono diventati abulici, e immobili, smossi solo da proprio egoistico interesse personalistico, insomma sono diventati una razza di bifolchi. Forse sarò troppo severo nel mio giudizio, ma parlo con rabbia, con la rabbia di un messinese che ama la sua città,ma che ha dovuto lasciarla in cerca di meglio, per sfuggire a quel vuoto culturare e morale che la sta risucchiando, perchè disgustato dalla realtà d'illegalità e di connivenza che giornalmente mi trovavo davanti agli occhi. Si sono veramente furioso, anzi incazzato, con i miei concittadini per quello che hanno fatto e che continuano a fare alla "città più bella del mondo", incazzato per la loro indifferenza, per il loro egoismo, per la loro "scalterzza" e per la loro accidia. Mi sento diverso da loro, ma al tempo stesso mi sento più messinese di loro e da messinese spero sempre nel fondo del mio cuore che la città un giorno possa tornare grande, spero che nella mia generazione ci sia qualcuno che possa cambiare qualcosa.
P.S. L'anno prossimo la città "festeggerà" i cento anni dal terribile che la distrusse. Beh io ancora mi domando cosa ci sia da festeggiare, visto che in questi cento anni la città è sprofondata nel vuoto, da vivace centro culturale ed economico a città di uffici pubblici, piena di ignoranza e di grettezza.
sabato 6 gennaio 2007
Sono un utente della ATM. Come ogni Messinese ho la MIA proposta, diversa da tutte le altre. "Apparte lo scherzo", trovo che il problema della ristrutturazione del sistema dei mezzi pubblici a Messina sia di determinante importanza per lo sviluppo della città. Premetto che spesso mi è capitato di trovare dei conducenti da elogiare per professionalità e soprattutto per la PAZIENZA, nel districarsi in un traffico di auto e moto molto più simile ad un gran premio dell'arroganza che al normale traffico urbano. Però molto più spesso ho trovato conducenti che ritengono un optional il rispetto degli orari e quindi degli utenti, e ritengo inaccettabili le storiche giustificazioni " è colpa del traffico", in quanto ho personalmente constatato e più volte che gli autobus partono già dal capolinea (Cavallotti) con 10/15 minuti di ritardo, nonostante sia l'autista che il mezzo fossero già presenti da tempo. ho chiesto, per capire il perché del ritardo, e la risposta è stata emblematica di uno stato di essere dell'ATM: " tanto ancora non c'è nessuno, e poi tanto possiamo recuperare".
E' sotto gli occhi di tutti i messinesi le condizioni in cui versano gli autobus, fatiscenti, con pezzi di carrozzeria attaccati alla meno peggio e con i motori spompati e sospensioni da Go-Kart, molto più adatti al trasporto di sacchi di patate che di persone. Questa è l'analisi; e le soluzioni?
Bisogna reperire fondi, sembrerebbe la soluzione banale del problema. Non credo però che risolva il problema. Tutti i fondi andrebbero a finire in un pozzo senza fondo, lo sfacelo in cui versa l'ATM, fu ed è causato dalla "gestione clientelare" per un verso, e " gestione amante della pace" dall'altro. Le uniche cose che non hanno mai avuto la necessaria priorità sono state l'efficenza e la redditività.
E allora che si fa?
Prima si crei un programma di sviluppo dell'azienda, che preveda la formazione dell'organico, la Gestione di tutte le risorse umane, ci si impegni con date precise , scadenze, e obbiettivi economici, solo allora sarà più semplice reperire i soldi, perché si sarà PIÙ' CREDIBILI.
Intanto si può cominciare con poco: Ritengo che bisogna ripristinare le corsie preferenziali per gli autobus, (più che ripristinare si tratterà di creare delle VERE corsie preferenziali, ciò aumenterà in maniera sensibile la velocità media di percorrenza, ( di fatto è come se si aumentasse il numero dei mezzi).
Affinché questo avvenga, nelle corsie riservate agli autobus, deve essere vietato il transito e la sosta agli altri veicoli, gli ausiliari del traffico ne "GARANTIRANNO" il rispetto anche con efficaci sanzioni amministrative.
Il sistema dei biglietti, dovrebbe essere adeguato ad un città moderna; favorendo abbonamenti quindicinali, mensili, sia per le più svariate categorie, studenti, pendolari, disoccupati, bambini, anziani ecc., cercando di scoraggiare i biglietti a corsa singola. ciò abbinato a più presenti controlli ( almeno per il primo periodo) dovrebbe fare aumentare i proventi derivanti dai biglietti.
in sostanza; più o meno quello già si fa da molto tempo nelle grandi città europee. Sono convinto che tutto questo, produrrà quanto meno una inversione nella attuale tendenza alla rassegnazione, è molto poco, lo so, ma deve essere un segnale di riscossa. Ovviamente, dopo, gli autobus, vanno riparati, acquistati di nuovi e più moderni, si rottameranno quelli irrecuperabili.
Noi cittadini abbiamo bisogno di credere che quando arriveranno "i soldi" alla ATM, non vadano a finire come spesso accade nel nostro sistema di sevizi pubblici, tutto si concluderà in una famigerata lotta per come spenderli, si dovrà far quadrare l'esigenze dell'azienda con tutta una serie di ALTRE ESIGENZE, spesso contrastanti, con il risultato prevedibile, di una prima stagnazione, poi qualcuno tirerà fuori un elenco di priorità, che si attueranno velocemente e senza tanto scalpore, ci verrà comunicato che tanto quello che non si è potuto fare, lo si farà non appena arriveranno gli altri soldi.
E i cittadini di Messina?
Tanto loro sono abituati ad avere i mezzi pubblici fatiscenti, si sono abituati a parcheggiare in doppia fila, a passare con il rosso a svoltare a sinistra in TUTTI gli incroci in cui è proibito, ad occupare le corsie riservate, ecc. e soprattutto a lamentarsi in attesa che "i maciatari chi fannu chiddu chi vonnu" risolvano il problema.
I mezzi pubblici sono un patrimonio della città dove viviamo, sono i NOSTRI.
Non vergogniamoci di evidenziare le carenze con i responsabili, mandiamo le nostre lamentele e soprattutto le nostre proposte al sindaco, al presidente della ATM agli assessori interessati, forse non concluderemo nulla, se la nostra voce resterà solitaria, ma se saremo in molti qualcuno deve pur ascoltarci, se non altro per interesse politico.
---- ecco gli indirizzi E-mail a cui scrivere ----
francantonio.genovese@comune.messina.it
arturo.alonci@comune.messina.it
Io amo la mia città, e vorrei che Messina, ridiventasse una Grande Città
OLDTIX
E' sotto gli occhi di tutti i messinesi le condizioni in cui versano gli autobus, fatiscenti, con pezzi di carrozzeria attaccati alla meno peggio e con i motori spompati e sospensioni da Go-Kart, molto più adatti al trasporto di sacchi di patate che di persone. Questa è l'analisi; e le soluzioni?
Bisogna reperire fondi, sembrerebbe la soluzione banale del problema. Non credo però che risolva il problema. Tutti i fondi andrebbero a finire in un pozzo senza fondo, lo sfacelo in cui versa l'ATM, fu ed è causato dalla "gestione clientelare" per un verso, e " gestione amante della pace" dall'altro. Le uniche cose che non hanno mai avuto la necessaria priorità sono state l'efficenza e la redditività.
E allora che si fa?
Prima si crei un programma di sviluppo dell'azienda, che preveda la formazione dell'organico, la Gestione di tutte le risorse umane, ci si impegni con date precise , scadenze, e obbiettivi economici, solo allora sarà più semplice reperire i soldi, perché si sarà PIÙ' CREDIBILI.
Intanto si può cominciare con poco: Ritengo che bisogna ripristinare le corsie preferenziali per gli autobus, (più che ripristinare si tratterà di creare delle VERE corsie preferenziali, ciò aumenterà in maniera sensibile la velocità media di percorrenza, ( di fatto è come se si aumentasse il numero dei mezzi).
Affinché questo avvenga, nelle corsie riservate agli autobus, deve essere vietato il transito e la sosta agli altri veicoli, gli ausiliari del traffico ne "GARANTIRANNO" il rispetto anche con efficaci sanzioni amministrative.
Il sistema dei biglietti, dovrebbe essere adeguato ad un città moderna; favorendo abbonamenti quindicinali, mensili, sia per le più svariate categorie, studenti, pendolari, disoccupati, bambini, anziani ecc., cercando di scoraggiare i biglietti a corsa singola. ciò abbinato a più presenti controlli ( almeno per il primo periodo) dovrebbe fare aumentare i proventi derivanti dai biglietti.
in sostanza; più o meno quello già si fa da molto tempo nelle grandi città europee. Sono convinto che tutto questo, produrrà quanto meno una inversione nella attuale tendenza alla rassegnazione, è molto poco, lo so, ma deve essere un segnale di riscossa. Ovviamente, dopo, gli autobus, vanno riparati, acquistati di nuovi e più moderni, si rottameranno quelli irrecuperabili.
Noi cittadini abbiamo bisogno di credere che quando arriveranno "i soldi" alla ATM, non vadano a finire come spesso accade nel nostro sistema di sevizi pubblici, tutto si concluderà in una famigerata lotta per come spenderli, si dovrà far quadrare l'esigenze dell'azienda con tutta una serie di ALTRE ESIGENZE, spesso contrastanti, con il risultato prevedibile, di una prima stagnazione, poi qualcuno tirerà fuori un elenco di priorità, che si attueranno velocemente e senza tanto scalpore, ci verrà comunicato che tanto quello che non si è potuto fare, lo si farà non appena arriveranno gli altri soldi.
E i cittadini di Messina?
Tanto loro sono abituati ad avere i mezzi pubblici fatiscenti, si sono abituati a parcheggiare in doppia fila, a passare con il rosso a svoltare a sinistra in TUTTI gli incroci in cui è proibito, ad occupare le corsie riservate, ecc. e soprattutto a lamentarsi in attesa che "i maciatari chi fannu chiddu chi vonnu" risolvano il problema.
I mezzi pubblici sono un patrimonio della città dove viviamo, sono i NOSTRI.
Non vergogniamoci di evidenziare le carenze con i responsabili, mandiamo le nostre lamentele e soprattutto le nostre proposte al sindaco, al presidente della ATM agli assessori interessati, forse non concluderemo nulla, se la nostra voce resterà solitaria, ma se saremo in molti qualcuno deve pur ascoltarci, se non altro per interesse politico.
---- ecco gli indirizzi E-mail a cui scrivere ----
francantonio.genovese@comune.messina.it
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Io amo la mia città, e vorrei che Messina, ridiventasse una Grande Città
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martedì 12 dicembre 2006
buon giorno a tutti - il mio primo post
Buona giornata a tutti.
mi accingo a scrivere il mio primo post.
mi accingo a scrivere il mio primo post.
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